A EZIO BOSSO IL CIVITAS 2016

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Ezio-BossoPer la XX edizione del Premio Civitas, il maestro Ezio Bosso si esibirà, il 1 Luglio, nel Macellum-Tempio di Serapide di Pozzuoli, che per l’occasione diventerà un teatro a cielo aperto. Al termine del concerto riceverà il Premio Civitas 2016.

Ezio Bosso è un pianista, compositore e direttore d'orchestra torinese che si è affermato con la sua musica in tutto il mondo. La sua esibizione sul palco dell'Ariston a Sanremo 2016 ha emozionato milioni di italiani ed ha riscosso un enorme successo. «La musica siamo noi, la musica è una fortuna che condividiamo. Noi mettiamo le mani, ma ci insegna la cosa più importante che esiste, ascoltare. La musica è una vera magia, infatti, sapete che non a caso i direttori hanno la bacchetta, come i maghi, La musica mi ha dato il dono dell’ubiquità… e soprattutto è la nostra vera terapia.» E’ uno dei passaggi dell’intervista a Sanremo al termine della quale è scattata la standing ovation in sala.

Ezio Bosso_Gualtieri_30 luglio 2015_by_Daniele Franchi PiccolaDa anni ormai è considerato come uno dei compositori e musicisti più influenti della sua generazione. Il suo stile, il suo approfondito lavoro sugli strumenti ad arco, così come il suo avvicinarsi a diversi linguaggi musicali e la sua ricerca sul concetto di musica empatica sono riconosciuti da pubblico e critica in tutto il mondo. 

Sia come solista, che come direttore o in formazioni da camera si è esibito nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali. Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Green Room Award in Australia (unico non australiano a vincerlo), la sua musica viene richiesta nella danza, nel teatro e nel cinema dai più importanti coreografi e registi internazionali. Per Gabriele Salvatores ha composto la famosa e innovativa colonna sonora del film “Io non ho paura”. Nel 2015 il suo concerto alla Ikon Gallery è stato definito l’evento artistico dell’anno del Regno Unito. Lo scorso 26 Maggio ha ricevuto a Genova il disco d’oro per il suo lavoro “The 12th room” (12 stanze). «Noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell’ultima, che non è l’ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi».

LREzio Bosso_Gualtieri_30 luglio 2015_by_Daniele Franchi-0824Il maestro Bosso è affetto da SLA (sclerosi laterale amiotrofica) che non nasconde, ma nemmeno ama essere considerato per quello. In un’intervista a Vanity Fair, dice di sé - «Ho una malattia, ma non sono malato. È questa malattia che mi ha fatto entrare nella mia dodicesima stanza. Era buia. Per il solo fatto di esserci entrato, ho disimparato tutto: a parlare, camminare, suonare. E poi ho imparato tutto di nuovo. È come se fossi rinato. È stato sulla sua soglia che hanno cominciato a sbocciare delle cose, a cadere delle reti. Ho deciso, per la prima volta, di incidere un disco, ho trovato il coraggio di fare il primo tour da solo, senza altri: se sbaglio è colpa mia».

Beh che dire…, un grande uomo oltre che un grande artista!

 

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