PREMIO CIVITAS 2016: L’AMBASCIATORE CARUSO A SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA UNESCO DEI CAMPI FLEGREI

 

Ambasciatore Caruso Unesco 2 Foto SgamatoL'Ambasciatore Francesco Caruso, attualmente Consigliere del Presidente Vincenzo De Luca per le relazioni internazionali e Unesco,  è stato l'ospite d'onore del Premio Civitas 2016. Su richiesta del Presidente, è fortemente impegnato a sostenere la proposta di candidatura dei Campi Flegrei per entrare a far parte del Patrimonio UNESCO, presentata sinergicamente dai Sindaci dei Comuni di Pozzuoli, Quarto, Bacoli e Monte di Procida.

Rione Terra Pozzuoli SgamatoL'Ambasciatore è fermamente convinto che il nostro territorio abbia tutte le carte in regola per poter ottenere l'ambito riconoscimento. Una terra dal fascino antico e profondo in cui storia, leggenda, mito e mistero si fondono in una natura mutevolissima, una terra ricca di siti archeologici, e di straordinarie suggestioni paesaggistiche grazie ad un mix, unico al mondo, di macchia mediterranea, promontori, mare, insenature, laghi e fenomeni vulcanici.
Entrare nella lista dei siti UNESCO non significa soltanto avere un marchio, riconosciuto a livello mondiale, che di norma porta con sè un grande flusso turistico, ma significa anche maggior tutela delle nostre bellezze grazie a piani di gestione concordati ed in parte coofinanziati. Per avere i primi riscontri dalla Commissione UNSESCO occorrerà circa un anno.

Impianto Illuminazione Macellum Tempio di Serapide 2LDunque, più valorizzazione e promozione per i Campi Flegrei, obiettivi che il Premio Civitas, nel suo piccolo, persegue da sempre. Proprio per questo, l'amicizia con l'Ambasciatore Caruso è scattata subito, quando, qualche mese fa, si è avuta la possibilità di fargli conoscere la manifestazione ed il progetto in campo per la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione permanente del Macellum - Tempio di Serapide. Di buon grado, quindi, ha accettato la richiesta di presenziare alla serata, sia per descriverci l'intenso e importante lavoro che sta portando avanti sia per ritirare l'omaggio che il Premio Civitas ha riservato a Stefano De Caro, già Direttore Generale delle Antichità nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nonché professore di discipline archeologiche in diverse università italiane, per l’impegno profuso, durante tutta la sua carriera, nello studio e nella valorizzazione del patrimonio archeologico italiano e di quello flegreo in particolare.

Un grosso grazie all'Ambasciatore Francesco Caruso per tutto quanto sta facendo per i Campi Flegrei ed un "in bocca al lupo" a noi tutti per la candidatura.

SOPHIA LOREN – PREMIO CIVITAS 2005

 

Loren Adolescente a Pozzuoli Foto ConteIeri, Sophia  Loren ha ricevuto dal Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, la cittadinanza napoletana. Non tutti sanno che "Donna Sophia" è cresciuta ed ha trascorso la sua adolescenza a Pozzuoli (sulla scogliera di Via Napoli - Lungomare Sandro Pertini, nella foto di Conte). In un passaggio del suo discorso al Maschio Angioino, è la stessa attrice a ricordarlo: "... ricevere un premio è sempre un'emozione speciale, ma riceverlo qui nella Napoli, a me tanto cara da sempre da quando son nata, tutt'uno con la mia Pozzuoli... ahh....".

Il Premio Civitas, nel 2005, riportò dopo tantissimi anni in città la sua figlia più illustre. Nell’ambito della manifestazione, il Sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, la insignì della cittadinanza onoraria. Fu una giornata indimenticabile, che si concluse con uno spettacolare show,  con giochi d'acqua, luci, colori, musica e moda,  presentato da Mara Venier e trasmesso su RaiDue.

Foto di Enzo Buono.

 

PREMIO CIVITAS IN TOUR CON DANIELA BISOGNI DEL TG2

Ieri, Mercoledì 6 Luglio, siamo stati in giro  con Daniela Bisogni, giornalista del Tg2. Il Civitas ha "catturato" la sua attenzione, non era mai stata in città e ciò che ha visto l'ha davvero entusiasmata. "Non pensavo che a Pozzuoli ci fosse tutto questo" ci ha riferito Daniela. Le abbiamo detto che il tour, durato circa 8 ore, ha riguardato solo una piccola parte del nostro Patrimonio, non a caso Cicerone la appellava "Piccola Roma", e lei: "Dovrò ritornarci presto".
Grazie Daniela!

Ringraziamo la dott.ssa Costanza Gialanella - Soprintendenza Beni Archeologici Campania - per la sua grande disponibilità.

Aggiornamento
Il servizio dovrebbe andare in onda Venerdì prossimo, 7 Ottobre, su Tg2 - Si Viaggiare (ore 13:40) - con replica Sabato notte.

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MACELLUM

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MACELLUM THOLOS

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MACELLUM

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CATTEDRALE

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Cattedrale San Procolo - Tempio di Augusto

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Cattedrale San Procolo - Tempio di Augusto

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ANFITEATRO FLAVIO - SOTTERRANEI

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ANFITEATRO FLAVIO - SOTTERRANEI

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ANFITEATRO FLAVIO - ARENA

PREMIO CIVITAS 2016 – LE FOTO DELLA SERATA

Alcune foto della serata.

CONFERENZA STAMPA

Giovedì, 30 Giugno 2016 - ore 12:00, si terrà, presso Palazzo Migliaresi – Rione Terra – Pozzuoli, la conferenza stampa di presentazione della XX edizione del Premio Civitas.

Saranno presenti:

  • Il Sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia
  • L’Assessore alla Cultura, Alfonso Artiaco
  • Paolo Lubrano, ideatore del Premio Civitas;
  • Vito Grassi – Amministratore Unico Graded
  • Domenico Lanzo – Presidente NetCom Group S.p.A.
  • Guido Cristofaro – Consigliere Amministrazione NetCom Group S.p.A.
  • Filippo Cannata - Lighting Designer

IL MACELLUM DI POZZUOLI LOCATION DEL PREMIO CIVITAS 2016

Tempio di Serapide - Ph. Marina Sgamato Low RLa location per la XX edizione del Premio Civitas è ancora una volta il Macellum di Pozzuoli, uno dei siti più importanti del patrimonio archeologico mondiale, che per l'occasione si trasformerà in un teatro a cielo aperto in cui risuoneranno le note del maestro Ezio Bosso.

Interpretato originariamente come un tempio dedicato al dio egizio Serapide, per il rinvenimento di una scultura che lo raffigura, il complesso è in realtà un mercato pubblico, costruito probabilmente tra la fine del I sec. e l’inizio del II sec. d.C.. Si sviluppa su una superficie piuttosto vasta (75 x 58 metri) con accesso  sul lato sud-occidentale, in direzione Vigna delle tre colonnedell’antica ed attuale zona portuale, mentre il lato opposto è articolato da un’ampia esedra, sottolineata dalla maggiore dimensione delle quattro colonne  prospicienti (tre ancora "in piedi") e affiancata da ambienti di servizio e da due grandi latrine, queste ultime accessibili anche dall’esterno.
L’edificio fu riportato alla luce per volere di Carlo III di Borbone, che nel 1750 ordinò gli scavi nell'area all'epoca conosciuta come "la vigna delle tre colonne". 

Di Bonito1 signedLa costruzione originaria si sviluppava molto probabilmente su due livelli, come testimoniano la presenza di scale e il ritrovamento di colonne appartenenti al piano superiore (nelle figure un rendering 3D dell'ing. Carlo Di Bonito su ricostruzione Caristie). L'organizzazione degli spazi prevedeva, oltre alle botteghe destinate alle attività commerciali, un luogo di culto nell'esedra, una fontana all'interno della tholos, un portico coperto e latrine pubbliche. L'accesso era assicurato da un ingresso monumentale (vestibolo) forse preceduto da un portico, e da ingressi secondari posti lateralmente. Di Bonito2signedIl nucleo originario dell’edificio sembra essere di età flavia, epoca alla quale risale un'iscrizione dedicatoria ritrovata durante gli scavi. L’aula absidata e la tholos portano i segni di un rifacimento più tardo, probabilmente del III sec. d.C.  Tutto l'edificio ricorda nella pianta altri mercati di città antiche, come quelli di Pompei, Morgantina, Roma, Timgad, Djemila, Perge e Cremna. Tra questi il Macellum di Pozzuoli resta uno dei più grandiosi ed integri.

Tempio di SerapideIl monumento è uno dei più importanti siti archeologici al mondo, oltre che per il pregio architettonico, perché dal suo pavimento e dalle sue colonne forate, si sono mossi alcuni importanti passi per la Geologia intesa come scienza moderna. Questo percorso ha visto impegnati studiosi e intellettuali di diverse discipline tra cui spiccano Charles Babbage, noto oggi come l’inventore della “macchina analitica”, progenitrice del computer, Charles Lyell considerato il padre della geologia moderna, Antonio Niccolini, stimato architetto italiano della prima metà dell’800 e grande studioso del "Serapeo", a cui si devono dati preziosi per la comunità scientifica mondiale, Giuseppe Mercalli e molti altri ancora.

Charles LyellNel 1828, Charles Lyell durante un viaggio in Italia visitò anche i Campi Flegrei. Osservando le colonne del "Tempio" notò la presenza dei tipici fori prodotti da un mollusco marino, il dattero di mare, presenti su una fascia ben delimitata a circa tre metri di altezza, un chiaro segnale dell'immersione in mare per lunghi periodi a cui seguirono emersioni. E' il fenomeno del bradisismo, lento e ciclico abbassamento e solllevamento del livello del suolo, che caratterizza i Campi Flegrei. Lyell trovò il fenomeno talmente significativo da spingerlo a scegliere l'immagine delle tre colonne del Tempio per il frontespizio dei Principi di geologia, opera a cui stava già lavorando, immagine riportata anche sulla medaglia Lyell, un premio istituito nel 1875 dalla Geological Society di Londra per  onorarne la memoria.

Nota: Foto di Costantino e Marina Sgamato

A EZIO BOSSO IL CIVITAS 2016

Ezio-BossoPer la XX edizione del Premio Civitas, il maestro Ezio Bosso si esibirà, il 1 Luglio, nel Macellum-Tempio di Serapide di Pozzuoli, che per l’occasione diventerà un teatro a cielo aperto. Al termine del concerto riceverà il Premio Civitas 2016.

Ezio Bosso è un pianista, compositore e direttore d'orchestra torinese che si è affermato con la sua musica in tutto il mondo. La sua esibizione sul palco dell'Ariston a Sanremo 2016 ha emozionato milioni di italiani ed ha riscosso un enorme successo. «La musica siamo noi, la musica è una fortuna che condividiamo. Noi mettiamo le mani, ma ci insegna la cosa più importante che esiste, ascoltare. La musica è una vera magia, infatti, sapete che non a caso i direttori hanno la bacchetta, come i maghi, La musica mi ha dato il dono dell’ubiquità… e soprattutto è la nostra vera terapia.» E’ uno dei passaggi dell’intervista a Sanremo al termine della quale è scattata la standing ovation in sala.

Ezio Bosso_Gualtieri_30 luglio 2015_by_Daniele Franchi PiccolaDa anni ormai è considerato come uno dei compositori e musicisti più influenti della sua generazione. Il suo stile, il suo approfondito lavoro sugli strumenti ad arco, così come il suo avvicinarsi a diversi linguaggi musicali e la sua ricerca sul concetto di musica empatica sono riconosciuti da pubblico e critica in tutto il mondo. 

Sia come solista, che come direttore o in formazioni da camera si è esibito nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali. Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Green Room Award in Australia (unico non australiano a vincerlo), la sua musica viene richiesta nella danza, nel teatro e nel cinema dai più importanti coreografi e registi internazionali. Per Gabriele Salvatores ha composto la famosa e innovativa colonna sonora del film “Io non ho paura”. Nel 2015 il suo concerto alla Ikon Gallery è stato definito l’evento artistico dell’anno del Regno Unito. Lo scorso 26 Maggio ha ricevuto a Genova il disco d’oro per il suo lavoro “The 12th room” (12 stanze). «Noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell’ultima, che non è l’ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi».

LREzio Bosso_Gualtieri_30 luglio 2015_by_Daniele Franchi-0824Il maestro Bosso è affetto da SLA (sclerosi laterale amiotrofica) che non nasconde, ma nemmeno ama essere considerato per quello. In un’intervista a Vanity Fair, dice di sé - «Ho una malattia, ma non sono malato. È questa malattia che mi ha fatto entrare nella mia dodicesima stanza. Era buia. Per il solo fatto di esserci entrato, ho disimparato tutto: a parlare, camminare, suonare. E poi ho imparato tutto di nuovo. È come se fossi rinato. È stato sulla sua soglia che hanno cominciato a sbocciare delle cose, a cadere delle reti. Ho deciso, per la prima volta, di incidere un disco, ho trovato il coraggio di fare il primo tour da solo, senza altri: se sbaglio è colpa mia».

Beh che dire…, un grande uomo oltre che un grande artista!

 

I Campi Flegrei

Averno SgamatojpgI Campi Flegrei (dal greco flègo "brucio", "ardo"), sono un vasto territorio di origine vulcanica situato a Nord-Ovest della città di Napoli. Una depressione del suolo (caldera) ampia circa 12x15 km, che si estende dalla collina di Posillipo a Cuma comprendendo le città di Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida e le isole di Nisida, Procida, Vivara e Ischia.

Anfiteatro SgamatoUna terra dal fascino antico e profondo in cui storia, leggenda, mito e mistero si fondono in una natura mutevolissima che offre straordinarie suggestioni grazie al mix di macchia mediterranea, promontori, mare, insenature, laghi e fenomeni vulcanici che caratterizzano l’intero territorio.


La natura vulcanica  appare subito evidente agli occhi di un visitatore per la presenza in tutta l’area di tufo, pomici, fumarole di vapore bollente e crateri che formano anfiteatri naturali alcuni dei quali sono divenuti i laghi di Averno, Lucrino, Fusaro e Miseno. E’ possibile anche vedere da vicino fenomeni vulcanici ancora in attività, come la famosa Solfatara e le sorgenti di Agnano Terme. L’intero territorio è storicamente caratterizzato da fenomeni di bradisismo, un lento e ciclico movimento di sollevamento e abbassamento del suolo.
Cuma SgamatoQui, nel VII-VIII secolo a.C., è sorta la più antica città della Magna Grecia, la Cuma Eubea, e da questi luoghi la cultura greca si diffuse in tutta la penisola grazie ai miti cantati da Omero e Virgilio. In epoca romana i Campi Flegrei rappresentavano un sistema urbano-territoriale di fondamentale importanza per l’Impero, ospitando il porto e la città commerciale di Puteoli, i porti militari di Lucrino e Miseno, dioniso con ederail sistema delle ville imperiali e termali di Baia (Bacoli)-Bauli. Una fase storica di assoluto splendore che ha lasciato, sparse su tutto il territorio, testimonianze archeologiche di ogni tipo: anfiteatri, necropoli, mausolei, templi, città sotterranee e sommerse, antiche dimore, mercati, ecc. Anche grazie a ciò, dalla fine del XVI secolo cominciò a svilupparsi un turismo culturale che nei secoli successivi portò i Campi Flegrei ad essere una tappa d’obbligo del “Grand Tour”, il viaggio nell'Europa continentale effettuato dai ricchi giovani dell'aristocrazia europea.

Insomma, una terra unica al mondo per l’eccezionale patrimonio storico-archeologico, per la straordinarietà dei fenomeni geologici e idrologici e per gli stupefacenti valori paesistici e naturalistici. Una terra difficile da raccontare in poche righe, bisogna visitarla e viverla.