I Campi Flegrei

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Averno SgamatojpgI Campi Flegrei (dal greco flègo "brucio", "ardo"), sono un vasto territorio di origine vulcanica situato a Nord-Ovest della città di Napoli. Una depressione del suolo (caldera) ampia circa 12x15 km, che si estende dalla collina di Posillipo a Cuma comprendendo le città di Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida e le isole di Nisida, Procida, Vivara e Ischia.

Anfiteatro SgamatoUna terra dal fascino antico e profondo in cui storia, leggenda, mito e mistero si fondono in una natura mutevolissima che offre straordinarie suggestioni grazie al mix di macchia mediterranea, promontori, mare, insenature, laghi e fenomeni vulcanici che caratterizzano l’intero territorio.


La natura vulcanica  appare subito evidente agli occhi di un visitatore per la presenza in tutta l’area di tufo, pomici, fumarole di vapore bollente e crateri che formano anfiteatri naturali alcuni dei quali sono divenuti i laghi di Averno, Lucrino, Fusaro e Miseno. E’ possibile anche vedere da vicino fenomeni vulcanici ancora in attività, come la famosa Solfatara e le sorgenti di Agnano Terme. L’intero territorio è storicamente caratterizzato da fenomeni di bradisismo, un lento e ciclico movimento di sollevamento e abbassamento del suolo.
Cuma SgamatoQui, nel VII-VIII secolo a.C., è sorta la più antica città della Magna Grecia, la Cuma Eubea, e da questi luoghi la cultura greca si diffuse in tutta la penisola grazie ai miti cantati da Omero e Virgilio. In epoca romana i Campi Flegrei rappresentavano un sistema urbano-territoriale di fondamentale importanza per l’Impero, ospitando il porto e la città commerciale di Puteoli, i porti militari di Lucrino e Miseno, dioniso con ederail sistema delle ville imperiali e termali di Baia (Bacoli)-Bauli. Una fase storica di assoluto splendore che ha lasciato, sparse su tutto il territorio, testimonianze archeologiche di ogni tipo: anfiteatri, necropoli, mausolei, templi, città sotterranee e sommerse, antiche dimore, mercati, ecc. Anche grazie a ciò, dalla fine del XVI secolo cominciò a svilupparsi un turismo culturale che nei secoli successivi portò i Campi Flegrei ad essere una tappa d’obbligo del “Grand Tour”, il viaggio nell'Europa continentale effettuato dai ricchi giovani dell'aristocrazia europea.

Insomma, una terra unica al mondo per l’eccezionale patrimonio storico-archeologico, per la straordinarietà dei fenomeni geologici e idrologici e per gli stupefacenti valori paesistici e naturalistici. Una terra difficile da raccontare in poche righe, bisogna visitarla e viverla.

 

 

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